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22. IL PRESTIGIO DELL'ANTICO ORIENTE: LE GRANDI MISSIONI ARCHEOLOGICHE FRANCESI

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 M. JEAN-CLAUDE MARGUERON DIRECTEUR D’ÉTUDES À L’ÉCOLE PRATIQUE DES HAUTES ÉTUDES i molteplici aspetti di un Oriente affascinante Possiamo interrogarci sulla strana attrazione che un Oriente millenario esercita su un Occidente che, per molti versi, può tranquillamente essere considerato giovane? C'è qualcosa di più dell'attrazione di una prole verso un'alma mater? Ma se vogliamo intraprendere questo percorso, non dovremmo chiederci, fin dall'inizio, quando è nato il fascino che ha portato l'Occidente a guardare all'Oriente nel corso dei secoli, ignorando spesso il resto del mondo? È stato quando gli scrittori romantici hanno intrapreso i loro viaggi iniziatici alla ricerca di nuovi orizzonti, sotto l'influenza di uno spleen che ha spinto alcuni alla ricerca di paradisi artificiali? Fu quando l'umanesimo rinascimentale incoraggiò i viaggiatori occidentali a scoprire i Paesi che si affacciavano sul Mediterraneo che nacque il pensiero razionalista? Alcuni c...

21. Počitelj – Erzegovina (2014)

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 di Stefano Cammelli Dall’alto della fortezza di Počitelj, a fine giornata. Sotto di noi, nel fondo valle, il fiume Neretva. Il silenzio dell’ora, il tramonto ormai iniziato, le rovine abbandonate della fortezza e cittadina ottomana. Difficile sfuggire a qualcosa che assomiglia a malinconia. By Pudelek (Marcin Szala) - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11826952 Bionda, giovane, preparata: Đenita H. insegna a Sarajevo e per un giorno ha accettato di accompagnarmi a Mostar, alla tekke* di Blagaj. Sediamo su un muretto prima di ripartire per Sarajevo.   “Sai, la guerra e tutto quello di orribile che abbiamo dovuto vivere qui ha in qualche modo cancellato tutto quello che eravamo, che siamo. La Bosnia e l’Erzegovina sono diventate una questione di diritti umani, di difesa di una popolazione. Tutto giusto, tutto doveroso. Ma qui c’era molto di più che non una popolazione da proteggere. E anche ai miei amici serbi e croati io dico e vor...

20. Arte buddhista in Xinjiang Pagode, dei e uomini

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di Stefano Cammelli Vicino a Korla, in una località mal visitata (anzi ignorata) ci sono le rovine dell’antica città carovaniera di Karashar. Sono mura di fango cotto al sole, mattoni così fragili da essere tornati terra in pochi secoli. Resta il perimetro della città: leggero dosso del terreno, a perdita d’occhio. Di un emporio commerciale che nel V secolo non era più piccolo dell’attuale centro storico di Bologna non resta molto di più. In mezzo, restaurato con notevole decisione, si alza la mole quadrata ed elegante di uno stupa buddhista. Ma ha poco dello stupa: l’intera costruzione ricorda piuttosto certi templi mazdeisti iranici, o addirittura gli ziggurat della Mesopotamia. Intorno, ben poca cosa in elevato, il perimetro di un monastero. Si riconoscono le mura esterne, i corridoi, le celle. A Kuqa, alcune centinaia di chilometri ad ovest, altre spettacolari rovine. Sono quelle di Sibashi: c’è un palazzo che ha conservato la imponente cinta esterna. L’influenza iranica e sasanide...

19. Maijishan - Gansu

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Maijishan - Gansu Inserito in un contesto paesaggistico di rara dolcezza, a quasi un'ora di strada dalla cittadina di Tianshui, le grotte del monte Maiji sono monumento di eccezionale rilevanza dal punto di vista archeologico e religioso. Fanno parte della grande tradizione delle false grotte, ovvero delle pareti rocciose lavorate, che decollata in tempi antichissimi in India giunse in Cina col Buddhismo fino a diventare una delle forme di espressione della devozione religiosa colta e popolare. Poste a confronto con Dunhuang e Binglinsi (Gansu), Datong (Shanxi), Longmen (Henan) le grotte di Maijishan possono sembrare meno importanti o di dimensioni piú raccolte. Tuttavia dal punto di vista artistico le grotte di Maijishan sono testimonianza importante e, soprattutto per quanto concerne l'arte del V secolo d.C., sono probabilmente piú importanti e raffinate delle loro piú illustri sorelle. La lontananza dalle mete turistiche tradizionali e la lunghezza del viaggio (sia in tre...

18. Funzione sociale dei Tongkonan

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 Da I TONGONAN, CASE DI ORIGINE DEI TORAJA di Puang Paliwan Tandilangi I Tongkonan, case di origine dei Toraja Sa’dan, giocano nella loro cultura un ruolo importante, sia dal punto di vista genealogico che da quello storico, rituale e politico, e io credo che ne sia da consigliare molto caldamente lo studio a coloro che vogliono interessarsi alla cultura Toraja. Che cosa sono i tongkonan? Tongkonan viene dalla radice tongkon, che vuol dire sedersi, prendere posto ma che può anche significare assistere a una cerimonia funeraria per esempio. In senso stretto si chiama tongkonan ogni tipo di supporto o ogni luogo di un edificio. Ma nel senso che a noi qui interessa, si designa per tongkonan la casa che il fondatore di un territorio o di un villaggio ha edificato all’origine per la sua famiglia, mentre gli edifici costruiti dagli altri membri del suo seguito portano il nome di batu a’riri. I tongkonan sono dunque stati fondati dai leader nobili, mentre i batu a’riri dai loro compagni...

17. Storia dei viaggi in ferrovia

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Wolfgang Schivelbusch, Einaudi Torino, 1988 Colto e divertente. In certi punti veramente esilarante. La storia dei viaggi in ferrovia che qui presentiamo contiene pagine sorprendenti, ben lontane dal banale e deprimente titolo del libro.  Abbiamo scelto un capitolo dedicato alla psicologia del viaggiatore ed all’ansia sottile che lo lega all’isolamento nello scompartimento. Impossibile non ripensare a “Omicidio sull’Orient Express” di Agatha Christie! Per il pensiero progressista della prima metà del XIX secolo, la ferrovia è il garante tecnico della democrazia, dell’intesa tra i popoli, della pace e del progresso. La comunicazione per mezzo della ferrovia, così si pensa, avvicina gli uomini non soltanto spazialmente ma anche socialmente. È questa una considerazione di matrice europea, ed è stata formulata nel modo più solenne dal sansimonismo. La generazione di intellettuali che compare sulla scena politico-economica della Francia intorno al 1825, anno in cui muore Saint-Simon, pr...