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33. Il Giappone scopre la Russia - Preparando il viaggio in Hokkaido.

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 di Noémi Godéfroid  1771 L'Oriente Estremo poteva sembrare una questione tutta interna, tra Russia e Giappone. Poi ci furono le Guerre dell'oppio (1839-1842 e 1856-1860) e il mondo scoprì una nuova forma di colonialismo. L'Impero Britannico non aveva bisogno di occupare, ma teneva sotto controllo le nazioni grazie alla Royal Navy e ai fiumi che consentivano alle corazzate britanniche di giungere ovunque. La paura che Ussuri e Amur facessero la fine dello Yangtze, diventato autostrada nel cuore della Cina, affrettò la definizione dei confini e la nascita di città militari il cui compito era impedire alle potenze coloniali la penetrazione in Siberia e Manciuria. Nacquero Vladivostok, l'occupazione giapponese di Hokkaido e di parte delle isole Curili; la presenza russa in Kamchatka.   La Russia alle porte di casa I governanti e gli studiosi giapponesi collocavano la Russia a nord-est dell'Olanda. Ma scoprirono che non solo quel paese si estendeva fino alle loro ...

La figlia di Tehran di Stefano Cammelli

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Armeggia sul cellulare, mi mostra una foto. Vedo ragazze coi capelli al vento per le vie di Teheran, una foto scattata il 16 settembre di quest’anno. E anche quelle che portano il velo hanno di fatto la testa completamente scoperta.   2025. Un giorno una mia ex studentessa mi invitò a una festa dei quarant’anni. Fu carino da parte sua ma dopo molti anni di silenzio il suo invito mi sorprese. Stavo cercando un modo educato per dire che non sarei andata quando scoprii che si era appena dimessa dalla scuola e era entrata nel dipartimento di studi classici dell’Università di Göteborg. Pensai che tutto avesse un senso. In effetti in greco era molto brava. In aeroporto vidi una ragazza abbastanza elegante, vestita con un gusto che mi parve italiano, guardare il gate del volo per Göteborg. Non l’avevo già incontrata a Linate? La rividi poche ore dopo, mentre nella hall dell’albergo aspettavo la macchina che doveva portarmi alla festa. “Anche lei invitata da Erika? Erika Liljestr...

Sierra de Gredos, Trujillo, Caceres di Stefano Cammelli

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 Sierra de Gredos Non ci feci caso. Li sorpassai mentre erano fermi, sul ciglio della strada. Stavano discutendo, forse litigando. Lei furiosa, i capelli lunghi e castani tirati indietro con rabbia. Lui con la faccia sorpresa, come se non capisse cosa stava accadendo. Lei poteva avere trent’anni, qualcosa di più forse. Lui non lo vidi così bene, allora. Non mi resi conto che era decisamente più vecchio.  Comunque pensavo ad altro. Alla nevicata caduta in abbondanza nella notte e al benzinaio che mi aveva detto che forse a Yuste non sarei mai arrivato. “Non è una nevicata di poco conto, mi disse, stia attento.” Poi, quando cominciarono i pini e gli abeti, proprio quando comparvero macchie di neve sempre più frequenti tra gli alberi e anche la strada cominciò ad essere scivolosa spuntò il sole. Uno di quei soli primaverili caldi e squillanti che cacciano l’inverno come un intruso e dall’interno della macchina illudono con un calore improvviso. Yuste era davanti a me, arrampicata...

32. Un cavaliere errante alla ricerca del Nord. Il borealismo nel Don Chisciotte di Cervantes

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Un chevalier errant à la recherche du Nord. Le boréalisme dans Don Quichotte de Cervantes Par Álvaro Llosa Sanz, Traduction de l’espagnol Sylvain Briens In un saggio dedicato alla storia dello sci, Huntford descrive l'esploratore norvegese Roald Amundsen come un «Don Chisciotte della neve». Egli ricorre a questa espressione dopo aver riportato un aneddoto raccontato dal giornalista e organizzatore di avventure Laurentius Urdahl: Amundsen, all'età di 21 anni, cerca di imparare a sciare per prepararsi alle esplorazioni polari e convince Laurentius Urdahl a insegnargli questo sport. Dal racconto emerge chiaramente che questi primi passi da esploratore sono quelli di un principiante che non brilla particolarmente per le sue doti di sciatore. Ma l'ingegnosità e la passione saranno preziose alleate quando sfiderà nuovi territori, sempre più a nord, dove l'immaginazione completa la cartografia incompleta tracciata dagli esploratori. Allo stesso modo, si può dire che il persona...

31. Lo scarso ruolo della Cina nella storia antica dell’Asia sud-orientale

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Da John F. Cady, Storia dell’Asia Sudorientale, La Nuova Italia, 1965 Nonostante l’annessione da parte della Cina Han della sua provincia vietnamita verso la fine del secondo secolo a. C., che portò il Regno del Centro in stretta prossimità geografica dell’Asia sud-orientale, il ruolo della Cina nello sviluppo dell’antico commercio marittimo dell’area fu relativamente privo d’importanza. Questo fatto è attribuibile in una certa misura alla rinunzia, da parte delle autorità cinesi, a mantenere la potenza navale necessaria alla soppressione dei pirati che infestavano le aree costiere del Fujian e del Guangdong. Non si riteneva, evidentemente, che il mantenimento dell’ordine sulla costa meridionale valesse lo sforzo richiesto. Il centro politico e culturale del Regno del Centro era situato nella valle del fiume Giallo, cosicché le distanti coste costituivano soltanto una poco usata porta di servizio che conduceva al mondo barbaro dei mari del sud. In generale la Cina non sentì alcun impu...

La scuola innevata di Stefano Cammelli

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Camminavo per Shanghai, insieme a Mirella e Elisabetta. Magari qualcuno che mi legge se le ricorda. Credo ci fosse anche Laura, che aveva lavorato con Bertolucci, durante le riprese de L’ultimo Imperatore.  In una bottega di Xintiandi, non distante da un luminoso negozio di Shanghai Tang,tra i completi e le camicie di seta era esposto un dipinto.  “ Guarda – mi fa Mirella – una nevicata sulla scuola .” Si trattava di una scuola elementare, le macchie di rosso spento, velato dalla nevicata, erano quelle dei fazzoletti portati al collo dai bambini, il primo giorno di scuola. Sull’uscio della scuola un uomo aspettava, forse il maestro. “ Queste sono le pitture che mi piacciono – disse Mirella – non quelle filosofiche… ” Guardando il dipinto, un attimo prima di comprarlo. Pensai alle stampe cinesi che mio padre portò dalla Cina alla fine del primo viaggio, nel 1960. Forse quelle erano più accese nei rossi o più ‘cinesi’.  Il...