Post

17. Storia dei viaggi in ferrovia

Immagine
Wolfgang Schivelbusch, Einaudi Torino, 1988 Colto e divertente. In certi punti veramente esilarante. La storia dei viaggi in ferrovia che qui presentiamo contiene pagine sorprendenti, ben lontane dal banale e deprimente titolo del libro.  Abbiamo scelto un capitolo dedicato alla psicologia del viaggiatore ed all’ansia sottile che lo lega all’isolamento nello scompartimento. Impossibile non ripensare a “Omicidio sull’Orient Express” di Agatha Christie! Per il pensiero progressista della prima metà del XIX secolo, la ferrovia è il garante tecnico della democrazia, dell’intesa tra i popoli, della pace e del progresso. La comunicazione per mezzo della ferrovia, così si pensa, avvicina gli uomini non soltanto spazialmente ma anche socialmente. È questa una considerazione di matrice europea, ed è stata formulata nel modo più solenne dal sansimonismo. La generazione di intellettuali che compare sulla scena politico-economica della Francia intorno al 1825, anno in cui muore Saint-Simon, pr...

16. Cirene: la fondazione

Immagine
La storia della fondazione di Cirene come colonia di immigranti Greci provenienti dall'isola di Thera (Santorini) è giunta fino a noi in una mescolanza di leggenda e tradizione storica. La data tradizionalmente assegnata a questo evento è il 631 a.C. e può essere considerata approssimativamente corretta. Secondo la narrazione degli autori antichi verso la metà del VII secolo a.C. l'isola di Thera fu colpita da una crisi di sovrappopolamento e da sette terribili anni di siccità. La situazione era drammatica e si ritenne di risolverla con un'emigrazione forzata della popolazione. Prima di prendere una decisione così drastica tuttavia i leader della comunità consultarono l'oracolo di Apollo a Delfi, il cui responso fu di fondare una colonia in Libia.  In questo modo si cominciò ad organizzare una spedizione che fu affidata ad un certo Aristotele, che successivamente fu chiamato Batto e divenne il primo re di Cirene. Furono circa 200 i giovani scelti per accompagnare Batto ...

15.Un' antica civiltà

Immagine
da Fosco Maraini, Giappone e Corea, De Agostini, 1978 Chi sono i Coreani? La domanda non è ardua. Un notissimo mito fa dell'eroe Tangun il fondatore della stirpe e della civiltà coreane; Tangun, precisa il mito, era figlio di un'orsa tramutata in donna, motivo questo che ci ricollega al culto della grande belva boreale caratteristico di numerose popolazioni nordiche dell'Eurasia, dalla Siberia orientale alla Svizzera arcaica. 1 Coreani, in altre parole, sono fondamentalmente genti che hanno invaso ed occupato la penisola provenendo da nord, dai vasti spazi di quelle che oggi sono Manciuria, Mongolia, Siberia.  In questo siamo confortati anche dall'analisi linguistica. Il coreano, come il giapponese al quale si ricollega per molte somiglianze di fondo, anche se poco appariscenti, è diversissimo dal cinese; il consenso pressoché unanime degli esperti fa del coreano un ramo della grande famiglia altaica, cui appartengono inoltre il tunguso-mancese, il mongolo e la pleiade ...

14. Riti purificatori ed apotropaici

Immagine
da P.Zoetmulder, LA RELIGIONE A BALI, in Les Réligions d'indonesie, Paris 1968, Capitolo 3 Che vengano celebrati da un individuo o dalla comunità tutti i riti si basano su un ristretto numero di idee fondamentali che la liturgia concretizza in modo molto diverso. Abbiamo già incontrato quello della discesa degli dei. In questo senso possiamo aggiungere che gli dei utilizzano non solamente le figurine e le statuette preparate per il culto del tempio ma anche certe persone entrate in uno stato di trance. Parlano attraverso la loro bocca e li si può, dunque, interrogare. Quando si è dotati della capacità di cadere in trance, questa si manifesta improvvisamente, nel momento stesso in cui la divinità ha preso possesso del corpo. Quindi l’interessato può raggiungere nuovamente questo stato attraverso dei riti, e soprattutto sporgendosi sopra una vaschetta ed aspirando l’incenso che vi brucia. Questa capacità non si perde mai. Vi si fa appello in particolare durante le feste dei templi. I...

13. Corrado Alvaro, ITINERARIO ITALIANO, Bompiani, Milano, 1995

Immagine
Gli Etrushi e la civiltà popolare ITINERARIO ITALIANO Lo scoprimento del Colle Capitolino ha messo a nudo la roccia dalla parte settentrionale; di lassù, da un giardinetto pubblico, si può guardare lo strapiombo, e quella storia della nostra terza elementare, dei lunghi assedi e della Rupe Tarpea, è vera verissima: torna, a guardarvi, quella nostra prima fantasia intatta, con le domande sorprese che avremmo fatte allora. Ecco restituita agli uomini una grande favola.   Ai piedi della rocca crescono i cipressi e il verde. A guardare dal Teatro Marcello, vengono a mente altre alture come questa, una roccia di questa stessa natura, questo stesso senso; i luoghi delle città etrusche; è un angolo, alla fine, che attesta del primo nucleo di Roma, proprio quello di cui Roma si volle disfare fin nella tradizione: un angolo etrusco. L’altura guardata dalla rupe, il colore della terra, il fiume vicino, il respiro del mare; questa è l’Etruria spenta e distrutta che si riaffaccia a Roma tra le...