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30. Il violinista Irlandese

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DI W. CARLETON. Quante associazioni spensierate vengono riportate in vita da quella fonte vivente di divertimento e allegria che è un violinista irlandese! Tutto ciò che lo riguarda è gradevole, piacevole, gioioso. Tutti i suoi aneddoti, canzoni, barzellette, storie e segreti ci riportano lontano dalle pressioni e dalle preoccupazioni della vita, a quei giorni e quelle notti felici in cui il cuore era leggero come il piede e entrambi battevano il tempo al suono esaltante del suo violino.   Il vecchio arpista era un personaggio considerato dagli irlandesi più come una curiosità musicale che come un essere creato appositamente per contribuire al loro divertimento. C'era qualcosa in lui che non sentivano in perfetta sintonia con le loro abitudini e i loro divertimenti. Era al di sopra di loro, non era uno di loro; e sebbene lo rispettassero e lo trattassero con gentilezza, non era mai accolto tra loro con quella spontanea effusione di calore e cordialità con cui accoglievano il lo...

29. Stregoni, brujos e curanderos

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da Bernabé Cobo, Historia de los Incas Col nome di stregoni intendiamo tutti quelli che ricorrono alla superstizione e alle pratiche illecite per operare in modo strano e occulto, con l’aiuto del demonio, che invocano e con il quale stringono un patto palese o segreto dal quale trae forza la loro arte. I teologi sono soliti dare di questa diabolica attività quattro diverse definizioni: la prima, l’arte magica, si ha quando si pretende di ottenere qualche conoscenza o effetto miracoloso; la seconda, la divinazione, si ha quando si legge nel futuro o nelle cose presenti e passate che non è possibile conoscere per altre vie; la terza, la magia nera, si ha quando gli stregoni usano le loro conoscenze a danno di altri; questa è chiamata anche maleficio o stregoneria; la quarta, e ultima, è la semplice superstizione e si pratica non per fare del male ad altri ma per soddisfare qualche interesse o desiderio personale. Fra gli indios vi erano stregoni abilissimi in tutti e quattro i rami della...

28. STEIN, Sir (Marc) Aurel, archeologo ed esploratore ungherese-britannico: studioso, archeologo e geografo.

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Nato a Pest, Ungheria, il 26 novembre 1862; morto a Kabul il 28 ottobre 1943). Secondo le parole di un suo contemporaneo più giovane, Stein era «la più prodigiosa combinazione di studioso, esploratore, archeologo e geografo della sua generazione» (Owen Lattimore, citato in Mirsky, 1998, p. ix.). I frutti della sua vita estremamente intensa e lunga continuano ad appassionare gli studiosi dall'Europa alla Cina. Scrisse la sua tesi di dottorato sull'antico mondo iraniano (vedi sotto), compì quattro spedizioni in Persia e in Asia centrale e nutrì un particolare interesse per l'interfaccia tra il mondo indiano e quello iraniano. È quindi ironico che oggi sia probabilmente più conosciuto per le sue esplorazioni e i suoi scritti sull'Asia centrale cinese. Stein era il terzo e inaspettato figlio di Nathan e Anna Stein. Sua sorella e suo fratello erano rispettivamente di ventuno e diciannove anni più grandi di lui, e suo fratello assunse il ruolo paterno, aiutato dallo zio, il f...

27.Aspetti della civiltà copta in Irlanda Franck MANARA

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“È in compagnia di Sant'Antonio, che lottò per vent'anni nel deserto contro un circo infernale di demoni, e di Santa Caterina da Siena, le cui autoflagellazioni stupirono Satana. Dai deserti a sud di Alessandria fino alle alture della Cappadocia, attraverso l'altopiano spagnolo e fino al confine occidentale delle nostre isole irlandesi, stiliti, anacoreti in incredibili esercizi di penitenza, catene, pali, cilici, letti di ortiche, immobili per ore con le braccia aperte a forma di croce!". Thomas Kilroy La scatola di Talbot La leggenda di Mil, vincitore dei Tûatha dé Danann e la cui famiglia fu originariamente cacciata dall'Egitto dopo avervi vissuto per diversi secoli, fu a lungo considerata dai poeti celtici come una storia autentica. Sembra addirittura che sia stata cantata fino al XIX secolo. Si è creduto di individuare in questi racconti, sotto una veste romanzata, la prova che l'Irlanda avesse un tempo stretto legami con il bacino mediterraneo. Si diceva ...

26. L’Anatolia centrale e Trebisonda

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  L’Anatolia centrale e Trebisonda Un tempo chi si addentrava in Anatolia, uscendo dall’interminabile periferia di Istanbul per affrontare paesaggi semi-stepposi e foreste, credeva di entrare in un altro paese. Era questa la vera Turchia repubblicana che era risorta in decisa contrapposizione alla vecchia capitale prima bizantina e poi ottomana con la dignità di un paese giovane e pieno di volontà di cambiare rispetto al passato. Si entrava nella vera Turchia repubblicana, dove l’odore del gasolio e dei fiori permeava l’aria e la gente vestiva con una sobrietà che contraddiceva bruscamente le millenarie mollezze della vecchia città sul Bosforo. La differenza netta era palpabile: da un lato i fasti di un impero che aveva finito di estinguersi dopo la Prima Guerra Mondiale, dall’altra una Repubblica che si avviava a costruire una nuova civiltà adottando presto l’alfabeto latino, il cappello a falde larghe al posto del fez e soprattutto una straordinaria libertà per le donne fino ad a...