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12. Colonialismo Portoghese

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 Giuseppe Papagno Andare “altrove” nei nuovi mondi Diabasis, Reggio Emilia, 2003 L’avventura delle scoperte geografiche, vera apertura del mondo, ampliò le conoscenze degli europei in ambito geografico e umano, nella botanica e nel regno animale. Ma, contestualmente, mise in moto profondi processi di revisione delle proprie conoscenze, ribaltando concezioni e convinzioni da lungo tempo radicate.  Giuseppe Papagno, seguendo le annotazioni dei roteiros, ovvero di coloro che tracciarono le rotte delle prime navi portoghesi, si addentra nel cuore stesso della percezione del diverso e traccia un quadro al tempo stesso affascinante e - spesso - divertente. Da Lisbona a Calicut lungo la rotta delle Indie I portoghesi protagonisti della scoperta della rotta alle Indie si colloca­no alla fine del Medioevo e non si dissociano dalla cultura propria di quel­l’età, anche se presentano proprie peculiarità. Di costoro qui interessano, in modo particolare, coloro che, per primi o tra i primi,...

11. Costantino e l'aristocrazia romana

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Costantino il Grande   da Arnaldo Marcone, Costantino il Grande, Roma-Bari 2000 Costantino fece il suo ingresso vittorioso a Roma il 29 ottobre del 312. Anche per differenziarsi dal suo antagonista manifestò il proprio distacco dai culti tradizionali della religione romana cui Massenzio si rifaceva. Intendendo enfatizzare questo spirito di rottura con il passato, Costantino rinunciò a compiere il sacrificio tradizionale di ringraziamento a Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio. Inoltre gli doveva sembrare poco opportuno celebrare il trionfo per la vittoria conseguita al termine di una guerra civile. La politica di Costantino negli anni immediatamente successivi alla sua vittoria su Massenzio è contraddistinta, soprattutto a Roma, da prudenza e spirito di conciliazione . Nessun documento è in questo senso più significativo del testo inciso sull’arco di trionfo fatto erigere tra il Foro e il Circo Massimo nel 315. Dal punto di vista religioso l’iscrizione è un capolavoro di ambiguità...

10. Viaggi in Egitto ed in Nubia, Giovanni Battista Belzoni

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Il viaggio del  Giovane Memnone  - ovvero il busto di Ramses II a Londra Il busto colossale, noto come Giovane Memnone,  di Ramses II  al British Museum di Londra. Bulak li 28 giugno 1816.  «Il sig. Belzoni viene invitato a provvedersi a Bulak di tutti gli oggetti necessarj per trasportare la testa del gio­vane Memnone e farla discendere lungo il Nilo. Egli si recherà a Siut quanto più presto glielo permetteranno le bisogna, onde rispedire da quivi le sue lettere dirette a tale effetto ad Ibrahim-Bascià, od a chiunque altro sarà quivi incaricato del governo; ed andrà di concerto col dot­tore Scotto per le posteriori determinazioni. Avrà cura di procurarsi un battello conveniente per imbarcarvi la te­sta, e pregherà il signor Scotto, perchè gli procuri un sol­dato, il quale l'accompagni, acciocché possa far lavorare i fellahs ogni qual volta avrà bisogno de' loro soccorsi; giacché altrimenti non è probabile ch'essi ubbidiscano agli ordini del sig. Belzoni; ed in ...

9. Giovanni Rajberti, IL VIAGGIO DI UN IGNORANTE OSSIA RICETTA PER GLI IPOCONDRIACI, Guida, Napoli, 1985

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Giovanni Rajberti, IL VIAGGIO DI UN IGNORANTE OSSIA RICETTA PER GLI IPOCONDRIACI, Guida, Napoli, 1985 Oibò, cari amici, oibò! cioè, non oibò all’ignoranza, che è cosa ottima, ma oibò alla stoltezza di lasciarvene intimidire fino a crederla impedimento a chechessia.  Quando si gironzola per Parigi sui Boulevards, nella via Rivoli, sulla Piazza della Concordia, per Campi Elisi, sotto ai portici del Palais Royal, ecc. estatici e sbalorditi alla vista di sì magnifici magazzini, di sì grandiosi monumenti, di tanta folla di gente e di bestie, non si può fare a meno di pensare: «Come mai tanti imbecilli dalle mie parti, pieni di denari, di salute e di ozio, non si risolvono una maledetta volta a fare questo rapido e comodo viaggetto per vedere tali meraviglie? Sempre quella vita stolida e monotona, sempre! Tante ore al solito caffè, tante ore al solito teatro, tante ore dalla solita donnetta: ma verrà quel giorno, che il solito medico di casa vi spingerà nel viaggio dell’altro mondo, e ci...

8. Laura Faranda Simbologia dell’acqua nella Grecia antica in Viaggi di ritorno. Itinerari antropologici nella Grecia antica, Armando, Roma, 2009

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Laura Faranda Simbologia dell’acqua nella Grecia antica  in Viaggi di ritorno.  Itinerari antropologici nella Grecia antica , Armando, Roma, 2009 Difficile e affascinante questo testo che introduce argomentazioni antropologiche nella lettura di temi classici. E, certo, si può comprendere la ritrosia di archeologi e filologi davanti a tante certezze: quali testi, quali parole inducono Faranda ad analisi così accurate? Non è presto per analisi di questa ampiezza, là dove i testi stessi dell’antichità greca sono tutt’altro che univoci e richiedono molta cautela e una certa conoscenza dei mille contrastanti testi? Tuttavia le pagine di Faranda, pur con tutti i dubbi, sono interessanti e meritano di essere riproposte a un pubblico come il nostro, grande amante della classicità. Tutto scorre. Simbologie dell’acqua nella Grecia antica « O mari ti voglio contare la mè contintizza d’aviri passato la nuttata tra le vrazza di un omo che è un vero omo. Ti voglio diri che ora finalmente s...