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6.Gengis Khan CULTURE E CIVILTÀ DELL’ASIA CENTRALE di Mario Bussagli

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Bussagli Mario, CULTURE E CIVILTÀ DELL’ASIA CENTRALE, ERI, Torino, 1970 Si tratta di un libro introvabile. E’ un peccato che nessuno l’abbia ripubblicato e che la casa editrice che ne ha curato le stampe nel 1970 si disinteressi in modo così totale del proprio catalogo.  E’ un peccato perché il libro di Bussagli rappresenta una delle più felici e godibili sintesi della storia dell’Asia centrale. I cui conflitti, imperi, disastri e fortune costituiscono un intrigo tanto importante quanto complesso per la comprensione della storia dell’Asia e del Vicino Oriente. Ne pubblichiamo alcune pagine che ci sono parse suggestive, quelle dedicate alla figura di Gengis Khan. « Noi abbiamo deciso di proclamare te khan dei Mongoli. In ogni combattimento saremo in prima fila e se prenderemo prede pregiate te le daremo ». Quale fosse il prestigio di Gengis Khan lo dimostrano le frasi pronunciate dai grandi elettori mongoli nel comunicargli che egli era il loro prescelto. La Storia segreta le r...

5. Cittá del Messico

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   da  Pino Cacucci, LA POLVERE DEL MESSICO, Feltrinelli, Milano, 1996. «Povero Cuauhtémoc» mormora il vecchio tassista guardando la statua di bronzo. Il re gerriro tiene la sua lancia in pugno, il capo coronato di piume e lo sguardo fisso sul torrente di auto che sciama nel Paseo de la Reforma. «Si è fatto bruciare i piedi per non dire dov’era nascosto l’oro del Messico» aggiunge annuendo, per poi indicare la metropoli infinita con un gesto circolare, e concludere: «Tanto, continuano a fregarsi tutto anche senza gli spagnoli...». Si volta a guardare e scoppia a ridere, immagino per togliere serietà alla sua amarezza, e non per la faccia che devo aver fatto sporgendomi a osservare l’austera fierezza del povero Cuauhtémoc, i cui piedi appaiono ancora fermi e irremovibili davanti al nemico che avanza. La cascata di semafori prende a sgranarsi, centinaia di luci verdi che scattano una dopo l’altra in un sincronismo da luminarie natalizie. Avanziamo anche noi, scivolando in t...

4. ARMENIA di Maurice Leroy

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Leroy Maurice, L’Arménie et les Arméniens, in Bulletin de la Classe des lettres et des sciences morales et politiques, vol. 72, 1986. pp. 140-157 Maurice Leroy (1909- 1990) è stato armenologo e linguista belga ben noto a livello internazionale. Specializzatosi nello studio dell’agiografia bizantina e si è avvicinato all’armeno. Ufficiale della riserva, combatté nella campagna del 1939-1940 e restò nei campi di prigionia tedeschi (Prenzlau e Fischbeck) i cinque anni successivi.  È stato un pioniere nel campo della storia della linguistica. La conferenza sulla storia dell’Armenia che qui riproduciamo venne tenuta poche settimane dopo il comparire di attentati terroristici ritenuti di ispirazione armena.   Il terrorismo, sotto forma di assassinio, attacco armato, presa di ostaggi o dirottamento, è diventato una caratteristica comune della vita politica negli ultimi decenni ed è quasi considerato da alcuni come un modo normale o obbligatorio di agire, con motivazioni ideologiche, ...

3. Storie di Alessandro Magno, Curzio Rufo

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Le porte di ferro Della difficoltà incontrata da Alessandro nell’attraversamento del fiume Oxus ci parla Arriano nelle  Anabasi di Alessandro  , III, 29, 2-4: ‘ Egli stesso si diresse al fiume Oxus. Questo scende dal monte Caucaso, è il più grande dei fiumi dell’Asia , quanti almeno Alessandro e i suoi raggiunsero, ad eccezione dei fiumi indiani; questi sono i più grandi di tutti. L’Oxus sfocia nel Grande Mare lungo l’Ircania. Ad Alessandro, che cercava di attraversare il fiume, la cosa sembrava del tutto impossibile; era largo infatti circa sei stadi e sproporzionatamente profondo rispetto all’ampiezza, in realtà assai più profondo, sabbioso e impetuoso nella corrente, cosicché i pali che si piantavano erano strappati via al terreno con facilità dalla sua corrente, in quanto nella sabbia non erano saldamente fissati. Per di più fra le difficoltà c’era la mancanza di legname e si prospettava una forte perdita di tempo, se avessero cercato lontano quanto serviva per gettare u...

2. Chiesa e Lapponi

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Chiesa e Lapponi Nel medioevo iniziò la pressione delle popolazioni di lingua tedesca verso oriente, in nome di una necessaria evangelizzazione delle popolazioni finniche e baltiche. Questa serie di iniziative -  Crociate del Nord o Crociate Baltiche - stimolò una certa, analoga attenzione di svedesi e danesi nei confronti del paganesimo lappone che sembrava persistere tenacemente nei secoli.  Vennero fatti sforzi: modesti, poco convinti.  La terre dei Lapponi non avevano alcuna ricchezza da offrire e le preoccupazioni religiose, da sole, non erano così urgenti da innescare una vera e propria crociata. M entre la cristianizzazione si diffuse rapidamente in tutta la Scandinavia nel X e XI secolo, i lapponi ai margini settentrionali dell’Occidente continuarono a praticare la loro religione tradizionale per tutto il Medioevo . Tuttavia, erano in contatto con gli scandinavi già da molto tempo prima della loro conversione. Per diversi secoli, la Chiesa medievale sembra essersi...